Intervista Analogica. In viaggio con Anna Tea Salis tra musica e poesia.

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Oggi incontriamo un Artista sarda veramente interessante che produce arte e cultura indipendente. La poliedrica Anna Tea Salis, sulcitana d’origine e cittadina Serrentese. Compositrice, cantautrice e performer,  Anna Tea si muove attraverso varie forme artistiche mettendo sempre al centro La poesia. Un’Artista che mette al centro anche la lingua sarda e l’identità come ricchezza culturale consapevole.  Anna Tea ci racconta un po della sua esperienza artistica e il suo punto di vista su arte e cultura in Sardegna! 

La Sardegna è un patrimonio per noi artisti, è una miniera d’oro … è davvero il Paradiso

N La tua Breve scheda personale

Che dire di me … sono Tea, (nota con il nome di battesimo Anna)  sono di Sant’Antioco, l’isola nell’isola, “la donna adagiata sul bagno asciuga” come la descrivo io … ora vivo da qualche anno a Serrenti, l’amore mi ha portato nelle lande campidanesi. Sono una scrittrice cantante, ho pubblicato il mio primo libro nel 2012, Memorie e Analogie e scrivo e compongo canzoni sia in sardo che in italiano, mi piace spaziare in altre forme d’arte come il disegno (passione ereditata da mia madre) e il teatro, inoltre collaboro sia come artista che organizzatrice con l’associazione culturale Suona

N Quanta musica e quanto teatro nelle tue performance?

Le mie performance oscillano dalla lettura alla recitazione, dal canto alla scrittura. La scrittura è l’estensione di me stessa e l’interpretazione teatrale esalta al meglio le sue qualità. La musica è presente continuamente, al di là dei momenti di performance, la musica è vita, e il soffio che muove ogni cosa, scusate se la frase può sembrare banale, ma il mio concetto di musica è molto ampio, quindi si, molta più musica.

N La tua ” Cricca “, con chi condividi i tuoi progetti artistici?

I miei progetti si fondono con l’artista Marco Lai, dall’idea di raccogliere in un unico spettacolo Memorie sonore e Analogie letterarie, incontrate e raccolte attraverso le tante nostre esperienze formative, presentiamo i nostri progetti cantautoriali sia di musica italiana che in sardo alternando momenti sonori di poesia, e musiche d’ambientazione sonora con contaminazioni jazz, blues, e ballo sardo rivisto a chitarra, il sard-blues. Ci piace condividere i nostri spettacoli con altri musicisti e artisti, sono tanti, e ringranzio tutti perché mi aiutano nella mia crescita professionale e artistica, con il confronto e con lo scambio di idee e stili diversi. Così potrei ritrovarmi a cantare un mio pezzo in stile jazz swing quando abbiamo il sax, o navigare nel rock con effetti sonori ambient in presenza di poeti, o cantare un ballo sardo a chitarra, o rendere il tutto magico con un flauto e un violoncello. L’importante è lasciare libero il musicista di creare insieme a te … non amo gli schemi, le nostre prove sono sempre diverse, al di là del giro standard.

N un Concerto, uno spettacolo che non dimenticherai facilmente

Cantare in Francia, sicuramente è stato emozionante, la mia collaborazione con il poeta sardo-francese Marc Porcu mi ha permesso di esibirmi in piccoli spazi a Lione, quando si canta, non esistono più diversità di lingua. Ci si capisce. È magia. I Francesi adorano l’italiano e la lingua sarda. Da poco siamo stati in Toscana, ho cantato due mie canzoni in sardo, Tengu e Terra de Sonos, e il pubblico mi ha regalato una miriade di dolci vertigini e pizzichi d’euforia pur non conoscendo la lingua, ma capendo perfettamente il significato. È bellissimo, quella è la sensazione più forte, quando lasci un qualcosa e regali un emozione con le tue creazioni.

N La tua Sardegna

La mia Sardegna … solo pronunciarla è un soffio al cuore, per il legame stretto che sento con lei, vorrei che la realtà sociale fosse migliore, quanto è meravigliosa l’isola. Allora saremo davvero in paradiso. Al riguardo cito me stessa “Quando cominciai a studiare il popolo del mare, ho capito tante cose sulla Sardegna, più di quanto ne abbia mai capito in anni di indottrinamento tradizionale, e le cose apprese sono state utili per capire meglio me stessa, le radici sono importanti. Studiare la vera storia della Sardegna mi ha fatto penetrare nelle discrepanze, e nei difetti del Sardo, accumulati attraverso un processo lento durato millenni, credo che scoprire da dove arriviamo ci può aiutare a migliorare e trovare soluzioni […]  Del resto ho ancora tanto da imparare e da vedere sulla Sardegna, e sono felice di questo, perché vuol dire che continuerò a stupirmi della sua bellezza”

N Restare , Partire …

Restare o partire?  Non sono categorica in questo, per me l’importante è non perdere la propria identità, delle volte partire ti aiuta a capire meglio – da esterni- ciò che manca e acceca quando ci sei dentro. io resterei, ma viaggiare è importante, è una crescita. Partire perché no? Se capita l’occasione sarebbe comunque un’esperienza, ma lasciando sempre un piedino in questa magnifica terra, dove comunque tornerei senza alcun dubbio. Io sono Sarda.

N Un Viaggio, una piccola storia

La mia vita è un viaggio, continuamente, non ho avuto una infanzia facile – sono di quelle storie strappalacrime-  l’arte, gli ambienti musicali, le amicizie, sono state la matrice costante, la marcia per andare avanti, sono una persona solare e positiva. E c’è mio figlio, il viaggio, la storia più bella, un piccolo grande artista, sto aspettando che diventi un bravo clarinettista per inserirlo con noi.

N Lavorare e vivere di arte e musica

Si ci provo, eccome se ci provo, ma mi rendo conto che è difficile, con famiglia e tutto, e spesso mi ritrovo a fare extra come cameriera, che a me piace lo stesso, raccolgo punti d’ispirazione.  Se solo ci aiutassimo tutti davvero!!! La Sardegna è un patrimonio per noi artisti, è una miniera d’oro … è davvero il Paradiso. Io sono davvero convinta che si possa vivere solo di arte e musica, perché vedo quell’OLTRE, quelle infinite possibilità che ci regala l’isola tra spazi artistici, culturali, naturali, il cibo, la storia, la musica sarda, la lingua, e il mare … allora mi dico “come mai siamo così?” ma a volte siamo proprio noi sardi che non collaboriamo, e questo è un altro discorso … che richiede tempo e riflessioni.

N La lingua sarda nella tua opera

Mia madre era di Carloforte, mio padre di Sant’Antioco, completamente diversi, in casa non si parlava in sardo e non avuto la fortuna di godermi i nonni, ho cominciato ad apprezzare la lingua sarda solo in età adulta, e solo in età adulta mi sono informata su tante e tante cose, scoprendone così il sapore, il colore, la musicalità, una rinascita insomma, è bellissimo scoprire se stessi. “Candu s’omini, Adobiat su cantu De sa terra, Libertade at conchistau”[ Terra de Sonos] La lingua sarda nelle mie opere sta diventando sempre più presente, ho seguito anche dei corsi per imparare a scriverla meglio.

N i 5 Artisti che ti hanno maggiormente ispirato

Aiuto, domandona, io ho un infanzia punk, grunge, sfociata nel rock anni settanta per poi approdare nel proggressive con Genesis ( con Peter Gabriel) e Pink Floyd, adoro Ben Harper e i Pentagle ( la voce femminile dei Pentagle mi fa impazzire) e Jesus Christ Supertar e  i Radiohead nel cuore. Ne ho già detti cinque? Non vale perché ci sono anche quelli italiani e De Andrè è assolutamente presente da quando avevo 13 anni insieme a Mara degli Ust Mamò, Area e Ginevra de Marco.  Ora amo il canto sardo (sto imparando a ballarlo) la bossa nova e il jazz.

N Un link ad un Video che ti rappresenta

Vi lascerò il link di Terra de Sonos, non è perfetta ma era la prima volta fatta dal vivo con il sax ed è stato bellissimo, completamente improvvisata

N Progetti per il Presente

Un progetto importante e la continua ricerca dei benefici della musica, e quindi cercare di suonare e cantare con la dolce frequenza a 432hz, in sintonia con la frequenza della natura. Sono sorda a un orecchio, completamente, la ricerca della musica sui suoni naturali è un progetto importante per questo. Per ora usiamo quasi sempre l’accordatura a 432hz nei live. Lo studio della voce – come cura- e l’ascolto, quindi respirazione e tutto sono importanti per me. Ultimamente ho scoperto il canto armonico, molto simile al canto sardo, mi ha aiutato molto.  Tutti elementi che aiutano al mia sordità.  Sto inoltre lavorando al mio nuovo libro con canzoni cantautoriali annesse, parlerà tanto di Sardegna … E poi speriamo, con Marco, per quest’anno di riuscire a realizzare uno spazio artistico e ricettivo per artisti qui a Serrenti, in Domu Manna Odilia.

N Dove possiamo trovare i tuoi progetti in rete?

Nel mio blog, http://feeria-asophia.blogspot.it/

 c’è tutto quello che faccio, dalle pubblicazioni, ai video, alle poesie, agli appuntamenti importanti, bisogna sfogliarlo un po’. Scrivo sul web da 8 anni ormai.

N Esalta Nootempo.net e distruggi un luogo comune in poche parole

La Nootempo valorizza le capacità e l’estro degli artisti con una filosofia di libertà di espressione e di condivisione.  Si cresce insieme e vi ringrazio per l’intervista. Questa filosofia è andata perduta in alcune case, sia di produzione musicali che letterali, ci si svende e diventa tutto merce di scambio e di moda, non dobbiamo imitare nessuno, dobbiamo essere noi stessi. è bello scoprire che ci sono realtà come la vostra, perché è un incentivo in più per credere nei propri progetti e nell’arte mantenendo la propria identità.  Un caro saluto, in musica e poesia

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