Intervista analogica. I Bisogni Poetici dell’autore parolaio cagliaritano Andrea Ivaz Melis

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Issiamo nuovamente le Vele in questo frizzante Settembre isolano e ripartiamo nel nostro viaggio con tante nuove speciali Interviste analogiche. Seguite e non siate pigri , ogni tanto una buona lettura puo’ aiutare a Conoscere tanti artisti indipendenti che hanno delle storie da raccontare. Nel nostro viaggio incontriamo un poliedrico Parolaio che produce dal Basso. Andrea Ivaz Melis , classe 1979 cagliaritano, con la sua penna..anzi no, con il suo Telefono, tablet o computer scrive, provoca, gioca, trasforma le parole in ritmo…bum cha bum cha. Bisogni è Il suo primo lavoro prodotto anche grazie al Crowdfunding. Ma ora lasciamo spazio ad Andrea Ivaz Melis che ci racconta un po del suo percorso artistico e tutta la cricca nootempo lo ringrazia per la sua disponibilità. 

Siamo quel genere di Sardi di cui c’è bisogno in questa terra. Altro che oro, fluorite e petrolio  

N Una tua breve ma densa presentazione
Andrea Melis, cagliaritano, classe 1979. Vengo da una famiglia mediamente povera, da un quartiere mediamente povero, da un percorso di studi mediamente banale. (Geometra con mezza laurea in lettere mai conclusa) MI sono formato perciò sulla strada.  Sono Grafico, videomaker, sindacalista, poeta, scrittore, pilota professionista di droni, agitatore culturale e operatore di call center. In passato ho pubblicato e collaborato con autori e case editrici di fama. BISOGNI è la mia prima opera autoprodotta e non sarà l’ultima. Maggiori informazioni su di me saranno disponibili a breve sul mio nuovo portale poetico www.cartasprecata.it

N Come nasce e come sviluppi un tuo testo, una tua Poesia ?
Scrivo di getto, dal cellulare, direttamente su Facebook. Non ho taccuini, moleskine penne o altri supporti fisici. Sono uno dei primi nativi digitali avendo iniziato a usare il web nel 1994 a soli 15 anni quando internet era veramente roba per poca gente e pionieristica. Scrivo ovunque. Durante un rosso al semaforo, in fila al supermarket, seduto sul cesso. A volte accosto in un angolo di strada per non farmi sfuggire un’idea. Anche perché ho poca memoria e poi mi dimentico le cose per sempre. Sul come nascono le mie poesie è un po’ più complicato. Non lo so. Nascono da qualche parte dove la mia curiosità incontra la mia sofferenza, e trovano la mia pigrizia, la mia ironia e il mio cinismo a fargli da collante. Sono lampi di un’istante che poi si inseguono di corsa per approssimazione di senso, prima che svaniscano. Non ci lavoro molto. Torno su alcune parole, aggiusto il ritmo, venendo dal mondo della musica dove ho scritto per anni canzoni, scrivo con molta facilità cose molto “sonore”. Cadenzate.

N Bisogni è il titolo del tuo libro, cosa ti ha spinto in sti tempi di crisi dell’editoria a stampare il tuo lavoro ? Come è nato questo progetto ?
Nasce dal basso. In tutti i sensi. Ecco perché “Bisogni” – Poesie urgenti d’amore, di lotta e di sogni. Un giorno lessi questa frase di una poetessa impronunciabile “preferisco la ridicolaggine di scrivere poesie a quelle di non scriverne”. Così in tre anni ne ho scritto 500. Vengo da un collettivo che scriveva romanzi noir di successo. Ho avuto grandi maestri, Massimo Carlotto su tutti. Ma Bisogni nasce per una sfida con me stesso. E’ possibile fare auto imprenditorialità letteraria? E’ possibile dare dignità e sostenibilità economica a un genere come la Poesia da sempre bullizzato e snobbato in questo Paese? La risposta di Bisogni attraverso il crowdfunding e il successo di pubblico è: si. Grazie anche al saper fare rete e alle relazioni che ho intessuto in una vita intera. Oltre venti artisti di fama hanno sostenuto il mio libro donando arte o recitazioni. Uno al giorno per i trentun giorni del Crowdfunding. Tutti gratis e con molto, molto affetto. Non capita spesso neppure nel mondo dell’arte questo tipo di meccanismo virtuoso di reciproco sostegno. Garantisco.

N E quindi sei diventato un Social Poeta ? Hai fatto un po di “casino” on line…
Sono un Parolaio. Che ama tra le altre cose, scrivere Poesie. Sono uno scrittore molto Pop. Tutta l’operazione Bisogni è Pop: sono un esperto di comunicazione, di marketing, sono un videomaker, un grafico, un buon venditore. Bisogni ha venduto tremila euro di prevendite in un mese quando il libro non era che soltanto una copertina di un cane che caga un cuore.E’ evidente che la comunicazione è fondamentale se vuoi fare il produttore di te stesso in letteratura. Ma poi ci deve essere il contenuto, altrimenti non vai lontano. E la progettualità. Io ho fatto sembrare tutto scanzonato e semplice ma ci sono tre anni di progettazione dietro a BISOGNI.L’aspetto economico è curato maniacalmente. In questo, tolto l’involucro della tecnologia, dei socal e dell’approccio Pop sono uno scrittore moooolto Ottocentesco: scrivo per fame. Per lasciare un lavoro devastante per un’artista (quindici anni di call center) per mangiare, per pagare la pigione. L’auto produzione, che io preferisco chiamare Autoimprenditorialità letteraria, mi permette di guadagnare con 1000 copie quello che in una casa editrice di rango guadagnerei vendendone almeno 9000. Cosa difficile per la poesia. Aver scardinato questa proporzione mi permette oggi di sognare davvero di diventare Poeta: quando vivrò solo delle poesie che scrivo, se accadrà, farò l’upgrade da Parolaio a Poeta. E mo che ci penso me lo farò scrivere pure nella carta di identità. Professione Poeta.

N Chi è oggi l’Artista che Resiste ?
Chi si consuma. Lo dice la parola stessa. Una resistenza è qualcosa che si sottopone a consunzione. In un’epoca di buio e ignoranza, studiare, impegnarsi, organizzarsi, agitarsi per dirla quasi con Gramsci, opporsi all’ignoranza, litigare sui social o anche davanti a una birra o da un palco per riaffermare un tuo principio, è una cosa di una fatica immensa. Se vuoi dire la verità prima devi scovarla. E in un mondo costruito sulla menzogna la verità è la via più stancante e meno conveniente.

N La play list musicale di Ivaz , 5 album eterni
Ascolto tantissima musica. Sarei in difficoltà anche a dovertene dire solo 50. Vediamo.

Apetite for Destruction – Guns n Roses
Master of Puppets – Metallica
Non è per sempre – After Hours
Metallo non metallo – Bluevertigo
Toxicity – System of a Down
Già finiti? Oh merda. Avrei detto anche Cowboys from Hell dei Pantera altrimenti. E altri milioni.

N Linkaci un video che ti rappresenta
Ho sofferto di gravi depressioni in passato. Mi sono salvato. Affrontandola come se mi fossi rotto un braccio. Senza vergogna. Fatelo. La depressione è la malattia del secolo. Capita, non si sceglie. La bellezza e l’amore sono parte della cura. Tutte cose che richiedono gli altri, la bellezza e l’amore.

 

N Dove possiamo trovarti nella piccola immensità della rete ?
Da quando io e Zuckerberg non andiamo più molto d’accordo (mi ha censurato svariate volte una poesia e mette troppi limiti: per esempio ora ho raggiunto i 5 mila amici e sono bloccato) dopo aver fatto siti internet per altri negli ultimi 20 anni sto finalmente creando il mio portale: www.cartasprecata.it Questione di poco e andrà online.

N La tua Sardegna … il tuo Paese/Città
Sono sardo, e cagliaritano. Sono andato a vivere in un Paese Museo per necessità. Le case a Cagliari costano troppo e la città non è mai stata a misura di giovani artisti. Il Paese dove vivo si. Ma Cagliari è la mia città e dopo qualche miliardo di cerchi concentrici del destino sogno sempre di tornare. Mi piacerebbe tornare a vivere a Stampace alta, o dove sono nato, A villanova. Dentro il cuore di cagliari.

N il Futuro non esiste… I tuoi Progetti per il presente ?
Continuare a fare cose mai tentate. Come mettere su un concerto di arpa elettrica e poesia che riempia i teatri. E uscire tra neanche due mesi subito, a caldo, con un secondo libro di tutt’altro genere e tenore: un libro esplosivo sulla paternità e sulla violenza di genere. Si chiamerà #IlFantasticoMondoDiMatilde. E non sarà quello che la gente che mi segue sul web si aspetta. Ne vedremo delle belle credimi. 🙂

N Esalta la cricca di nootempo.net con una fake news e dedicaci qualche verso …
Questa è una intervista che mi onora in modo particolare. Primo perché sono al cospetto di una crew che di parole e versi ha da insegnare. E poi perché in particolare con Alessandro Quilo e compagni ci siamo incrociati molte volte in molte epoche delle nostre esistenze, ed ambolati non siamo stati mai con le mani in mano e il cuore fermo. E sottolineo mai.  Siamo quel genere di Sardi di cui c’è bisogno in questa terra. Altro che oro, fluorite e petrolio. Per esempio ora gente che nootempo sta dedicando a me tempo . Cioè vita. Perché solo il tempo non si compra. Senza alcun tornaconto che non sia fare quello che è giusto perché va fatto e basta. Grazie vi sono debitore.

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